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Azienda in crisi di liquidità? Ecco cosa fare (Guida Pratica)

Azienda in crisi di liquidità? Con il solito caos decreti in edilizia, i problemi di liquidità sono purtroppo all’ordine del giorno.

Ma attenzione: la mancanza di liquidità non è un problema per la tua azienda, impresa o attività che opera in edilizia?

Con questa Guida Pratica potrai comunque rendere più veloce ed efficace il controllo di gestione.

Se devi fare i conti con una crisi di liquidità aziendale, questa Guida è ancora più importante per te.

Te lo anticipo: ci sarà del lavoro da fare, ma alla fine di questo articolo avrai un piano chiaro ed efficace per gestire la crisi di liquidità in azienda.

Meglio ancora se leggi anche l’articolo sulla la Guida completa alla liquidità in edilizia e come fare marketing quando sei in crisi di liquidità.

Ciò detto, non facciamo troppe premesse ed entriamo subito nel vivo della crisi di liquidità.

Crisi di liquidità cos’è e cosa c’è da sapere

Che cos’è una crisi liquidità aziendale? Di base, si parla di azienda in crisi di liquidità quando i flussi di cassa non riescono a far fronte alle spese dell’azienda.

Banalmente, potremmo dire che azienda in crisi di liquidità = mancano i soldi. Ma questo è ovvio.

Quello che non è altrettanto ovvio è la prima cosa da sapere quando c’è mancanza di liquidità. E cioè:

L’azienda è in crisi di liquidità con marginalità o senza marginalità?

C’è infatti una grande differenza: se c’è un’azienda in crisi di liquidità che però genera comunque marginalità, di solito il problema è l’incasso.

Se può servirti come ripasso, qui trovi gli articoli sulla differenza tra margine e ricarico e sulla differenza tra fatturato e utile.

In questo momento, tante aziende in edilizia sono in crisi perché hanno i crediti bloccati. Il margine c’è, ma c’è crisi finanziaria a causa dei crediti bloccati.

Se invece c’è un‘azienda in crisi di liquidità che non genera margini, il problema diventa ancora più delicato.

Spesso, chi ha problemi di liquidità e non ha marginalità si trova in questa situazione indipendentemente dal caos crediti bloccati.

Queste sono le due differenze sostanziali per un’azienda in crisi di liquidità.

Perciò, la prima azione da fare in questa Guida Pratica sulla crisi di liquidità è individuare se la tua azienda ha o meno marginalità.

Dopo che hai fatto questo, vai pure al passaggio successivo.

Azienda in crisi di liquidità: come risolvere?

Che si tratti di un’azienda in crisi di liquidità finanziaria o economica, generalmente gli imprenditori fanno di tutto per non parlare della crisi di liquidità.

Crisi di liquidità cos'è e come risolvere

Tanti preferiscono “nascondere la polvere sotto al tappeto“: a prima vista sembra tutto pulito, ma alla prima occasione la polvere viene fuori.

Non riconoscere di aver commesso un errore è infatti un problema personale di tanti imprenditori, che preferiscono nascondersi dietro ad un dito e cercare le scuse più svariate.

Perché ti dico questo?

Perché ancora oggi, dopo oltre 100 aziende e attività in edilizia seguite in 4 anni anche con EdilProfit, ogni giorno mi confronto con tanti imprenditori che vorrebbero investire nella crescita della loro azienda, ma non hanno cassa a sufficienza.

Naturalmente, riconoscere il problema è già un bel passo avanti. Ma poi bisogna agire e tirare fuori l’azienda dalla crisi di liquidità.

E per risollevare le aziende in crisi di liquidità, c’è un problema di fondo.

Il problema di fondo della crisi di liquidità

Il problema di fondo di un’azienda in crisi di liquidità è paradossale, ma è proprio questo.

Per affrontare la crisi di liquidità, serve liquidità!

Crisi di liquidità: il problema di fondo

«Aspetta Guido. Io non ho soldi e tu mi stai dicendo che ci vogliono altri soldi?».

Sì, purtroppo c’è bisogno di altri soldi. Lo vedremo meglio più avanti, ma già se vuoi:

– rivolgerti ad un consulente esterno

– intercettare un nuovo tipo di clientela

– fare marketing per acquisire nuovi lavori

ti serve comunque la cassa. Ma proprio alla luce di questo, c’è un’azione che puoi fare per uscire dalla sofferenza di cassa.

Quando seguo un nuovo cliente in consulenza con un’azienda in crisi di liquidità, la prima cosa da fare è iniziare dal bilancio previsionale:

– quali sono le prossime uscite

– quali sono le prossime entrate

Con il bilancio previsionale è possibile chiarire subito l’entità della crisi.

Un conto è avere un’azienda in crisi di liquidità con un fatturato di 1 milione di euro e un “buco” di 50.000€, un conto è avere lo stesso fatturato ma con debiti di 200.000€.

Poi è fondamentale misurare le uscite legate a costi fissi e costi variabili.

Quando le hai misurate, puoi infatti trovare leve finanziare e generare liquidità per sostenere il rilancio dell’azienda.

Soprattutto, puoi avere il quadro completo e fare le tue valutazioni sull’entità della crisi di liquidità.

Il bilancio previsionale in crisi di liquidità

Da dove partire per valutare la crisi di liquidità dell’azienda? Basta una semplice tabella con il bilancio previsionale: mese, uscite, entrate e differenza.

Crisi di liquidità: il bilancio previsionale

Perché è importante questa tabella? Perché puoi appunto valutare l’entità (di quanti soldi parliamo) della crisi di liquidità e avere tutto sott’occhio mese per mese.

Quando fai il bilancio, tieni sempre conto che le uscite sono certe, le entrate sono incerte!

E per quanto possa sembrare semplice, ti assicuro che la maggior parte degli imprenditori in edilizia non ha un bilancio previsionale a portata di mano.

L’ideale sarebbe avere un foglio Excel (un po’ come il foglio Excel che ho creato per non fare errori con i preventivi), ma l’importante è avere questo schema per poter fare delle simulazioni come:

– spostare in avanti i pagamenti, chiedendo delle dilazioni

– impattare o ridurre i costi fissi aziendali

– incassare qualcosa in più con un budget, ad esempio con gli acconti dei clienti usati in maniera oculata

– fare altre valutazioni per avere liquidità nel più breve tempo possibile

Fatta una valutazione dal punto di vista finanziario, vediamo che cosa fare dal punto di vista economico.

Crisi liquidità: il piano economico

La prima domanda da fare, nel passaggio dalle valutazioni finanziarie a quelle economiche, è la seguente:

La crisi di liquidità è frutto di un evento?
Oppure il problema di liquidità è sistematico?

Azienda in crisi di liquidità: il piano economico

Un evento è ad esempio il blocco dei crediti.

Anche se abbiamo detto mille volte non esponetevi troppo e non pensate solo allo Sconto in Fattura, magari qualcuno ci è cascato e ora deve fare i conti con questo evento.

Ma se i problemi di liquidità ci sono sempre stati, allora torniamo all’inizio: bisogna verificare se c’è o non c’è marginalità.

Come si fa? Con il controllo di gestione.

Il contro di gestione per risolvere la crisi di liquidità

Nel caso dell’azienda in crisi di liquidità, il controllo di gestione ha essenzialmente l’obiettivo di capire se ciò che l’azienda fa:

– genera margine per coprire i costi

– crea ricchezza a sufficienza per sopravvivere agli “imprevisti”

Capire queste due cose ci consente di decidere se:

continuare a fare ciò che si è sempre fatto (vendere determinati prodotti, vendere in un certo modo, le modalità di gestione del cantiere, i tipi di clienti ecc.)

rimettere in discussione ciò che si è sempre fatto (e ad esempio rivedere il modello di business)

A questo proposito, ti confesso una cosa: spesso gli imprenditori hanno “paura” del controllo di gestione fatto da un consulente esterno, perché poi i nodi vengono al pettine e si è costretti – numeri alla mano – a cambiare il modo di gestire il cantiere, oppure la tipologia di clientela, un fornitore o un collaboratore.

E ti assicuro che c’è anche chi preferisce “nascondere la polvere sotto il tappeto“, non fare il controllo di gestione e stare tranquillo nella propria “zona di comfort”.

Perché succede questo? Perché se hai un’azienda in crisi di liquidità e fai il controllo di gestione, i nodi al pettine ti arrivano dritto sulla scrivania. A quel punto devi agire. Ma agire significa fare un sacrificio – e non tutti sono disposti a farlo.

Che cosa succede, però, se non fai il controllo di gestione?

I rischi di liquidità se non fai il controllo di gestione

Ecco un esempio dei rischi di liquidità se non fai il controllo di gestione (o se non lo fai in profondità come ti consiglio di fare).

Guarda questa tabella.

Azienda in crisi di liquidità: tabella controllo di gestione

Se guardi soltanto Ricavi, Costi e MDC (Margine di Contribuzione Totale), sembra tutto perfetto: i cantieri sono in utile.

Ma è qui che si vede la differenza tra chi è specializzato in edilizia e chi non lo è.

Chi conosce il nostro settore come le proprie tasche, può scendere in profondità e notare un dato fondamentale: quante ore ci vogliono per fare ogni cantiere?

Perché come puoi vedere dai Cantieri di Tipo C, l’impegno della struttura è stato così elevato (4.123 Ore Lavorate) da mandare i cantieri in perdita per -€114.591,68. Bei soldi!

Se non fai il controllo di gestione in profondità, rischi di continuare a fare dei lavori dove credi di guadagnare, ma in realtà ti stai solo preparando ad avere un’azienda in crisi di liquidità.

Il problema del controllo di gestione è che:

– tutti vanno a vedere i Ricavi;

– qualcuno misura anche il Margine di Contribuzione;

– quasi nessuno considera le Ore Lavorate e l’impatto della Struttura sui Ricavi.

È qui che vengono fuori cose molto interessanti anche per te.

Tracciare tutto per evitare altre crisi

Facciamo un attimo una pausa e ricapitoliamo quanto fatto finora.

– Se c’è crisi di liquidità, la prima cosa da sapere è se l’azienda ha comunque marginalità o non ne ha

– Poi va fatta una fotografia finanziaria dell’azienda (bilancio previsionale)

– Dopodiché si passa alla fotografia economica dell’azienda (controllo di gestione eseguito in profondità e specifico per il settore dell’edilizia)

Il passo successivo è tracciare tutto ciò che porta soldi in cassa: opportunità, vendite e guadagni.

Immagina di voler vendere di più. Se non hai dati di vendita, diventa complicato fare delle previsioni. Se hai già un dato statistico, puoi limitare il più possibile eventuali dispersioni economiche e di energie.

Ecco perché non c’è solo da tracciare, ma bisogna interpretare i dati e sapere che cosa guardare, come guardarlo e quali azioni mettere in campo. In pratica, il lavoro del consulente.

Prima di rivolgerti ad un consulente per la tua azienda in crisi di liquidità, ci sono sicuramente delle cose che puoi valutare da te.

La regola del N°1 che manda un’azienda in crisi

La prima cosa da valutare è se i tuoi ricavi (fatturato) soffrono della regola del N°1.

Se il grosso dei tuoi ricavi dipende da:

– un cliente importante

– un lavoro importante

– un unico prodotto in vendita

– un unico target da soddisfare

– un’unica fonte di acquisizione

allora anche la tua azienda soffre della regola del N°1.

In effetti, è quello che è capitato alle aziende che sono in difficoltà per via del blocco crediti. Si sono concentrate “troppo” la leva dello Sconto in Fattura e ora sono andate in sofferenza perché hanno:

– accumulato troppi crediti

– attirato soltanto clienti da Sconto in Fattura (se anche tu hai questo problema, ti segnalo il mio articolo su vendere senza Sconto in Fattura)

Se invece avessero diversificato l’offerta e la clientela, a quest’ora avrebbero sicuramente meno problemi di liquidità.

Vediamo quindi come risolvere anche l’ostacolo della regola del N°1.

Che cosa fare per risollevare l’azienda in crisi di liquidità

Per superare la regola del N°1 e risollevare l’azienda in crisi di liquidità, i passaggi sono:

– capire dov’è il problema: se si tratta di un cliente importante, di un prodotto, di un fornitore o altro

– “tagliare la dipendenza” dalla fonte del problema

– evitare di essere “esposti” in futuro – e questo spesso significa rivedere il proprio modello di business

Chiaramente, per rivedere il modello di business, trovare nuovi clienti, nuovi fornitori e nuove fonti di liquidità… che cosa servono? I soldi, esatto.

Soldi che, spesso, starebbero già nella cassa dell’azienda se non ci fosse una disorganizzazione generale.

Migliorare l’organizzazione per avere più liquidità in azienda

Spesso e volentieri, un’azienda in crisi di liquidità non ha un problema di vendite. Ha un problema di disorganizzazione.

Clienti che non vengono sollecitati, fatture non inviate in tempo ed errori nei preventivi causano spesso problemi di liquidità, che si potrebbero facilmente evitare.

Il classico esempio è l’azienda che si fa pagare il 90% dal cliente prima di iniziare i lavori di posa, ma che si dimentica di fare la fattura (o la consegna in ritardo) e il cliente non riesce a liquidarla in 1 giorno.

Come vedi, lo scenario è davvero ampio ed esistono addirittura segnali specifici che portano un’azienda in crisi di liquidità.

I segnali premonitori per l’azienda e l’imprenditore

Ci sono inoltre anche segnali premonitori per un’azienda in crisi di liquidità, che testimoniano che si tratta di un problema sistematico.

– Il primo e più semplice sono i ritardi dei pagamenti ai dipendenti, alle imposte o ai fornitori. Questo è il primo segnale che qualcosa non sta funzionando.

– Il secondo sono le difficoltà nell’accesso al credito, a dilazioni di pagamenti.

È importante riconoscere questi segnali prima che sia troppo tardi, così da prendere delle misure per contenere e risolvere i danni.

E qui ti invito ad essere massimamente sincero o sincera.

Se hai sempre pagato in ritardo, il problema è a monte.

Se le banche non ti finanziano, vuol dire che c’era già qualche problema nell’aria.

E anche se un fornitore che non accetta una dilazione di pagamento è il segno che forse in passato c’è stato già qualcosa che ha scricchiolato.

Fai quindi un controllo e verifica se la tua azienda risente di uno o più dei segnali indicati.

Ricapitolando: il piano di azione per la tua azienda

Siamo alla conclusione di questa Guida Pratica e posso immaginare che ci siano cose più chiare e meno chiare.

Ti consiglio infatti di salvare questa pagina tra i preferiti e di rileggere più volte, specialmente per consolidare tutti i passaggi.

Per facilitare il lavoro, ecco a te il piano di azione in 5 passaggi per la tua azienda in crisi di liquidità.

1- Fai un bilancio previsionale (entrate e uscite).

2- Fai il controllo di gestione aziendale.

3- Misura l’andamento delle vendite (il calo delle vendite è il primo segnale della sofferenza finanziaria).

4- Verifica se il fatturato della tua azienda dipende dalla regola N°1 (se è così, rivedi il tuo modello di business).

5- Valuta se in passato ci sono stati segnali premonitori preoccupanti (e cerca di risolvere in tempo i segnali attuali, se ce ne sono).

Se poi vuoi il supporto di un consulente, così da non sentire il peso di dover fare tutto da solo ed avere la certezza di un sistema già collaudato su oltre 100 aziende, imprese e attività in edilizia negli ultimi 4 anni, richiedi pure una Consulenza con me.

Fianco a fianco con te, entreremo in profondità nelle dinamiche della tua azienda e metteremo subito a fuoco le cose più importanti da fare.

Subito dopo, avrai un piano di azioni su misura per la tua azienda e la possibilità di essere seguito da me in maniera costante, fino al fatidico momento in cui la tua azienda sarà fuori dalla crisi di liquidità e pronta a prosperare.

E soprattutto, fin da subito smetterai di avere quella fastidiosa sensazione di “navigare a vista” e tornerai finalmente a sentire che hai il controllo della tua azienda – nonostante le difficoltà – con la chiarezza mentale di chi ha una strada sicura davanti a sé.

Se tutto questo fa per te, compila il modulo qui sotto e ti contatterò entro 24 ore.

Guido Alberti

Imprenditore, Consulente, Autore.

Aiuto le aziende e le attività che operano in edilizia ad aumentare i profitti e migliorare l’organizzazione.

Sono autore di A vendere finestre non si guadagna, Più Profitti in Edilizia e Se non ti rispettano non ti pagano.

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