
Sintesi strategica dell’articolo
Problema: il fatturato cresce ma i profitti restano fermi, perché le medie di margine nascondono commesse in perdita che “mangiano” i guadagni di quelle virtuose.
Soluzione: abbandonare le medie e tracciare costi e ricavi commessa per commessa, confrontando sempre offerta e consuntivo.
Risultato: una marginalità reale visibile cantiere per cantiere, meno sprechi nascosti e decisioni basate su dati invece che su sensazioni.
L’esperienza di Guido Alberti
Chi è: Guido Alberti è un imprenditore, consulente e addetto ai lavori che dal 2017 fa crescere le aziende e le attività che operano in edilizia lavorando su tutte le aree aziendali, dal 2023 anche con l’implementazione dell’intelligenza artificiale.
Cosa fa: 9 anni di consulenza, oltre 500 aziende seguite in più di 11.000 ore di lavoro sul campo, 4 libri pubblicati.
Per calcolare la marginalità reale di una commessa devi abbandonare le medie e confrontare, per ogni singolo cantiere, i costi e i ricavi effettivi con quanto previsto in offerta. Solo tracciando manodopera, materiali e imprevisti commessa per commessa scopri quali lavori generano davvero profitto e quali, nonostante un buon fatturato, lo stanno erodendo.
Fatturato in crescita, profitti no: dove si nasconde la marginalità reale
Ti sei mai trovato in questa situazione? Il fatturato della tua azienda che opera in edilizia cresce, magari del 10%, del 15% o anche di più, ma i profitti… quelli sembrano rimanere al palo. O peggio, diminuiscono. È una sensazione frustrante, quasi angosciante, vero? Ti impegni, lavori sodo, eppure hai la netta percezione di non riuscire a identificare la “falla” che sta erodendo i tuoi guadagni.
E la verità è questa: non sei solo. Molti imprenditori che operano in edilizia vivono questa stessa dinamica. Continuano a basarsi su medie di fatturato, su sensazioni, senza accorgersi che, in realtà, alcuni cantieri stanno letteralmente “mangiando” i guadagni generati da altri, più virtuosi. Il problema? Un approccio superficiale al controllo di gestione. Un approccio che, nella mia esperienza, è il nemico numero uno della vera redditività.
Oggi, voglio parlarti di come smettere di perdere questi profitti nascosti. Ti guiderò attraverso un percorso che ti mostrerà l’importanza di un sistema di controllo granulare, capace di svelare la vera redditività di ogni singola commessa. È l’unico modo per prendere decisioni basate su dati reali, non su intuizioni, e trasformare la tua attività in un motore di profitto prevedibile e sostenibile.
È un paradosso comune nel nostro settore. L’azienda macina lavoro, le offerte si chiudono, le squadre sono sempre impegnate. Il fatturato, a fine anno, mostra una crescita incoraggiante. E allora, perché quella sensazione di insoddisfazione? Perché l’utile non segue lo stesso andamento? Perché, nonostante tutto l’impegno, non riesci a mettere da parte quanto vorresti?
Il punto è un altro: questa discrepanza tra fatturato e profitto non è un caso isolato. È il sintomo di un problema più profondo: la mancanza di una visione chiara e dettagliata della redditività di ogni singola commessa. Molti imprenditori si accontentano di un bilancio annuale, di un’analisi sommaria, ma questo non basta. Non ti permette di capire dove i soldi stanno realmente andando e perché non tornano nelle tue tasche come dovrebbero.
La frustrazione nasce proprio da qui: dal non avere il controllo, dal non capire. È come avere un’auto che va veloce, ma con un buco nel serbatoio. Corri, ma il carburante si disperde senza che tu sappia esattamente da dove.
La trappola delle medie: perché un approccio superficiale erode i tuoi margini
Se ti basi solo su percentuali medie, stai navigando a vista. E questo, credimi, è estremamente pericoloso.
Il mito del margine di contribuzione medio
Parliamo di margini. Magari hai un margine di contribuzione medio del 40% a consuntivo. Sembra un buon numero, vero? Ma ti dico, nella mia esperienza, questo dato può essere un velo che nasconde una realtà ben diversa. Quel 40% è una media. Significa che, sì, ci sono lavori dove magari hai un eccellente 60% di margine, ma ci sono anche commesse dove, senza accorgertene, stai lavorando con un misero 20% o, peggio, in perdita. E queste ultime stanno letteralmente “bruciando” i profitti delle prime.
Di base, se non hai la granularità, non sai quali commesse sono le tue galline dalle uova d’oro e quali sono i tuoi buchi neri. E senza saperlo, come puoi agire? Come puoi replicare il successo ed eliminare le perdite?
Costi fissi elevati e la loro incidenza
Un altro aspetto cruciale sono i costi fissi. Se, ad esempio, la tua azienda sostiene costi fissi mensili di 70.000-80.000 euro, come ho visto in molti casi, questi devono essere coperti dal margine di contribuzione delle tue commesse. Se il tuo margine medio non è sufficiente a coprirli, o se è appena sufficiente, allora c’è un problema strutturale. Un 40% di costi fissi sul fatturato, per un’azienda che opera in edilizia, è un valore alto. Se il tuo studio ti dice che non li copri, allora è un campanello d’allarme da non sottovalutare. Non è un problema di fatturato, ma di efficienza e redditività per singola commessa.
Le falle nascoste: dove i profitti delle tue commesse svaniscono
I profitti non evaporano nel nulla. Si disperdono in inefficienze, sviste e gestioni approssimative. E spesso, si annidano in aree che, a prima vista, sembrano marginali.
Controllo costi manodopera cantiere: il peso degli straordinari e della disorganizzazione
La manodopera è una delle voci di costo più significative. E qui, nella mia esperienza, si nascondono molte perdite. Parlo degli straordinari non giustificati, della disorganizzazione in cantiere, delle procedure non seguite. Ho visto situazioni in cui si paga più di straordinari che di stipendi base, un segnale inequivocabile che qualcosa non va. I posatori, interni o esterni, che non seguono le direttive, che preferiscono fare “a modo loro” perché “è più facile così”, creano ritardi, sprechi e la necessità di interventi aggiuntivi che gravano direttamente sul margine della commessa. E tu, imprenditore che opera in edilizia, ti trovi a pagare per queste inefficienze.
– I posatori non seguono le procedure standard.
– Si accumulano ore di straordinario non produttivo.
– Gli errori in cantiere richiedono interventi successivi a tuo carico.
Analisi scostamenti materiali dall’offerta: l’impatto degli imprevisti e delle sviste
Un’altra area critica è la gestione dei materiali. Quante volte ti è capitato di fare un’offerta, chiudere il contratto e poi, in fase di ordine o di cantiere, scoprire che “ci serve il coprifilo in più”, “il profilo aggiuntivo” o qualche altro elemento non previsto? Quelle cose le paghi tu. E non è un problema da poco. Se i costi reali di acquisto del materiale superano sistematicamente quelli preventivati, anche solo del 10-20%, il tuo margine si erode velocemente.
Questo accade spesso per sviste in fase di preventivazione, per una scarsa comunicazione tra ufficio tecnico e commerciale, o per una mancanza di controllo rigoroso tra ciò che è stato previsto e ciò che è stato effettivamente acquistato e installato. È un problema di processo, e ogni volta che si verifica, il tuo profitto ne risente.
La gestione delle commesse piccole: quando il dettaglio pesa più del valore
E poi ci sono le commesse piccole. Quelle che, singolarmente, non sembrano pesare, ma che, messe insieme, diventano un macigno. Ho visto aziende gestire 230 commesse in un anno, molte delle quali di scarso valore, magari per la sostituzione di una o due finestre. Queste commesse, spesso, hanno un ricarico normale, ma assorbono tempo, risorse e attenzione sproporzionati rispetto al loro valore. La burocrazia, la gestione del cliente, la logistica per un intervento minimo… tutto questo erode il margine. E, nella mia esperienza, si finisce per guadagnare di più su cantieri piccoli ma con una posa più alta e un ricarico adeguato, rispetto a grandi commesse con troppe variabili e costi nascosti.
Come calcolare la marginalità reale di una commessa in edilizia: l’approccio granulare
La soluzione a questa emorragia di profitti non è lavorare di più, ma lavorare meglio. Significa adottare un approccio di controllo di gestione che ti dia una visione chirurgica di ogni singola commessa.
Oltre il bilancio: la visione economica e non solo finanziaria
Molti imprenditori, e lo capisco, si basano sull’utile finanziario, sul flusso di cassa. “Guardo quello che ho incassato nel mese, quello che ho speso nel mese, faccio la differenza.” Ma questa è una visione parziale. L’utile finanziario, per sua natura, non ti dà il parametro economico reale. Non tiene conto della competenza, di quando un costo o un ricavo è maturato, indipendentemente da quando è stato pagato o incassato. Per capire la vera marginalità, devi guardare all’aspetto economico. Solo così puoi avere un quadro fedele della redditività.
Il potere dei dati: tracciare ogni costo, ogni ricavo, ogni commessa
Il vero cambiamento avviene quando inizi a tracciare i dati in modo granulare. Non basta un foglio Excel generico. Hai bisogno di un sistema che ti permetta di associare ogni costo – dalla manodopera ai materiali, dai trasporti agli imprevisti – a ogni singola commessa. E di confrontarlo con l’offerta.
Se vuoi automatizzare questo confronto invece di rifarlo a mano commessa per commessa, trovi un approfondimento nella guida al controllo di gestione con l’intelligenza artificiale: ti mostra come incrociare costi reali e offerta in automatico, senza un foglio Excel da aggiornare a mano ogni volta.
Immagina di avere un quadro dove, per ogni cantiere, vedi immediatamente se hai venduto bene o male, se hai ordinato bene o male, se hai gestito bene o male. Se un cantiere mostra “rosso” nella gestione, sai subito dov’è il problema. Se è “rosso” nella vendita, sai che devi intervenire lì. Questo è il potere dei dati. Ti permette di capire non solo quanto hai guadagnato, ma perché e dove.
È un lavoro che richiede precisione, ma i benefici sono immensi. Ti consente di passare da una gestione basata su sensazioni a una basata su fatti concreti. E questo, credimi, è il primo passo per una crescita solida e profittevole.
Trasforma le tue commesse in veri centri di profitto
Arrivati a questo punto, avrai capito che la chiave per sbloccare i profitti nascosti della tua azienda che opera in edilizia non è una formula magica, ma un approccio sistematico e granulare. Non si tratta solo di “calcolare”, ma di interpretare, agire e ottimizzare.
Nella mia esperienza un semplice software di controllo di gestione edilizia, da solo, non basta. Serve un metodo che trasformi i numeri in leva strategica: una lente d’ingrandimento che ti permette di svelare la vera redditività di ogni singola commessa, di identificare le aree di inefficienza con precisione e di prendere decisioni basate su dati concreti, non su supposizioni.
Immagina di avere un quadro immediato, chiaro e inequivocabile di dove si annidano le perdite e dove si generano i veri guadagni, che ti permette di agire con consapevolezza, trasformando ogni cantiere da potenziale buco nero a centro di profitto. I benefici sono tangibili: un aumento significativo della marginalità complessiva, una riduzione drastica degli sprechi e una maggiore prevedibilità dei tuoi risultati economici.
Adottare un sistema di controllo granulare significa riprendere il controllo totale della tua attività. Significa smettere di navigare a vista e iniziare a pilotare la tua azienda verso una redditività sostenibile e prevedibile. Non solo ridurrai le ansie legate all’incertezza economica, ma acquisirai la libertà di sperimentare, di investire e di far crescere la tua attività in direzioni che oggi ti sembrano irraggiungibili.
Se vuoi approfondire, trovi una guida dedicata a cosa succede quando c’è una mancata applicazione del controllo di gestione in cantiere, un metodo per creare un budget ore per commessa e un’analisi sul costo opportunità di un cantiere.
Perché il fatturato cresce ma i profitti restano fermi?
Perché alcune commesse in perdita “mangiano” i guadagni di quelle virtuose, e una media di margine generale nasconde questa differenza invece di mostrarla.
Come si calcola la marginalità reale di una commessa?
Confrontando sistematicamente l’offerta con il consuntivo, costo per costo, invece di guardare solo il margine medio di contribuzione a fine anno.
Dove si nascondono di più le perdite in un cantiere?
Soprattutto in manodopera non pianificata, scostamenti tra materiali offerti e materiali acquistati, e commesse piccole che assorbono più tempo di quanto rendano.
Le commesse piccole conviene davvero prenderle?
Dipende dal ricarico e dal tempo che assorbono: spesso un cantiere piccolo con posa alta e ricarico adeguato rende più di una grande commessa con troppe variabili.
Basta un foglio Excel per tracciare la marginalità reale?
Per pochi cantieri può bastare, ma oltre una certa dimensione serve un sistema che associ ogni costo alla singola commessa e lo confronti con l’offerta in automatico.
Vuoi calcolare la marginalità reale delle tue commesse?
La frustrazione di vedere il fatturato crescere e i profitti stagnare è un segnale. È il segnale che è tempo di cambiare approccio. Non puoi permetterti di lasciare i tuoi guadagni al caso, basandoti su medie che ti ingannano o su sensazioni che non ti danno risposte concrete.
Sei pronto a smettere di perdere profitti nascosti e a prendere il controllo della tua azienda che opera in edilizia, commessa per commessa?
Compila il form qui sotto: ti contatteremo per analizzare insieme la marginalità reale delle tue commesse.


