Come crescere senza impazzire in edilizia in 4 step

Siamo proprio sicuri che non si può crescere senza impazzire in edilizia?

Quella di crescere senza impazzire è una sfida comune per molti degli imprenditori del nostro settore con cui mi confronto ogni giorno.

Tanti di loro vorrebbero far crescere la propria azienda, ma hanno paura di “morirci dentro”. 

Questa paura nasce dal fatto che la crescita porta con sé una serie di problematiche che inevitabilmente si ripercuotono sull’imprenditore, aumentando lo stress e complicando la gestione quotidiana.

Ma cosa faresti se ti dicessi che si può benissimo crescere senza aumentare il carico di lavoro e lo stress su di te

Leggendo questo articolo, scoprirai come affrontare la crescita in modo intelligente e sostenibile. 

Ti fornirò spunti pratici su come far sì che, gradualmente, la tua azienda possa andare avanti anche senza di te

Chi ha paura della crescita?

Quante volte hai sentito dire da un imprenditore: “Ah, se fossimo rimasti in due…” o “Come sarebbe stato meglio se fossimo rimasti come eravamo cinque anni fa…”.

Che se ci pensi è un peccato, perché un’azienda più grande e ricca porta ricchezza anche per il territorio.

Ma perché gli imprenditori hanno paura di crescere?

Il vero motivo è che alla base della crescita spesso non c’è un metodo organizzato

Ora, sono il primo a dire che quando si parla di crescita, sia da ipocriti dire che esiste IL modo perfetto per farlo. 

E se è vero che non c‘è IL modo perfetto per crescere, esiste un modo intelligente per crescere senza impazzire

Ed è proprio quello che ti sto per mostrare. 

Il prerequisito per crescere senza impazzire

Per crescere senza diventare matti, è fondamentale partire dalle basi. 

Se un’azienda è arrivata dove si trova oggi, è perché alcune cose le riescono bene

Se escludiamo casi di truffatori o pratiche poco lecite con cui comunque non voglio aver nulla a che fare, ci saranno processi e attività che funzionano e che i clienti riconoscono come valore aggiunto. 

Il valore è spesso visto come aria fritta, ma in realtà è ciò per cui i clienti decidono di darti i loro soldi.

Per esempio, se all’interno della tua azienda ci sono attività che generano risultati positivi e che magari dipendono esclusivamente dalla tua bravura, questo rappresenta già un buon punto di partenza. 

Sei riuscito o riuscita a sviluppare delle competenze che portano risultati concreti. 

Questo è il primo livello, e anche il prerequisito per una crescita sana e sostenibile: sapere fare bene delle cose e continuare a farle perché portano risultati.

Secondo passo: se vuoi crescere senza impazzire, fai così

Il secondo passo fondamentale è documentare quello che fai. 

Molti imprenditori commettono l’errore di fare azioni che generano risultati, ma senza documentarle. 

Come dice Piernicola De Maria, “se una cosa funziona, non documentarla è una mancanza di intelligenza”

Mettersi lì a scrivere una procedura chiara che spieghi come raggiungere un determinato risultato richiede tempo, certo.

Ma è un investimento che te ne restituirà molòto di più.

Il motivo è semplice.

Ti permette di non dover impazzire quando arriva il momento di trasferire queste conoscenze a qualcun altro. 

Una volta che hai documentato come si svolge correttamente l’attività X, se domani dovessero subentrare altre persone, non dovrai ripetere tutto da capo, perché buona parte del lavoro sarà già fatta.

Ovviamente, non è sempre così semplice. 

Anche se documentiamo tutto, non è detto che chi riceve queste informazioni sarà immediatamente in grado di replicare i risultati

Ma avere una base scritta è un passo di fondamentale importanza se vuoi crescere senza “morire dentro all’azienda”.

Terzo step: l’attività più sottovalutata in edilizia

Il terzo passo per crescere senza impazzire è la formazione aziendale. 

L’imprenditore medio che opera in edilizia vede tutto ciò che non riguarda il cantiere come una perdita di tempo, come qualcosa di noioso, e la formazione non fa eccezioni. 

In realtà, se vuoi che le persone svolgano il lavoro “come dici tu”, devono essere formate

E nessuno meglio di chi sa fare, di chi sa raggiungere quei risultati, è in grado di formarle. 

Sto ovviamente parlando dell’imprenditore, perché nessuno meglio di lui (o lei) è in grado di formare le persone, perché nessuno conosce il lavoro meglio di come lo conosce l’imprenditore.

Il problema è che il trasferimento di competenze viene spesso visto di cattivo occhio. 

C’è il timore che qualcuno possa prendere le informazioni, imparare e poi andarsene

Ma l’alternativa qual è? 

Continuare a farsi venire il fegato amaro perché le persone non sono formate e quindi lavorano male? 

Ovviamente no. 

Bisogna formare le persone, metterle in condizione di vivere al meglio la loro esperienza in azienda, affinché continuino a lavorare per l’azienda con entusiasmo e motivazione

E se dovessero andarsene? 

Fa parte del gioco. 

È normale che una persona abbia altri stimoli, voglia fare altro o cambiare.

Questo non ti deve distogliere dal fatto che se vuoi crescere senza impazzire, hai bisogno di collaboratori più formati e autonomi.

Quarto step per crescere senza impazzire: costruisci un tuo “clone”

Ora che hai un team formato e che sa come si lavora bene, è il momento di inserire un responsabile

La maggior parte delle aziende sbaglia proprio qui: inseriscono responsabili in reparti o aree aziendali che non esistono realmente, o che non sono procedurizzate e sistematizzate

Te lo dico senza mezzi termini…

Non basta lavorare in azienda per tot tempo per diventare responsabili! 

Se non ci sono procedure E trasferimento di competenze, inserire un responsabile è una decisione illogica che porta a risultati disastrosi nel 99% dei casi.

Una volta che hai un sistema funzionante e persone che sanno cosa devono fare, individua una persona che possa seguirle e formala in modo che diventi una sorta di tuo “clone”, così tu ti potrai occupare di altro.

Ovviamente nessuno potrà mai essere un tuo vero “clone” al 100%.

L’azienda è la tua, e tu hai delle motivazioni e una passione che nessun collaboratore potrà mai avere.

Ma pensa a questo… Se riesci a formare un’altra persona che può fare il 70% di quello che fai tu, a parità di tempo porterai a casa il 170%

Quindi… stai facendo qualcosa per creare il tuo “clone” in azienda?

Questo è il quarto step per crescere senza impazzire. 

Un passaggio di fondamentale importanza se vuoi essere davvero libero o libera di assentarti senza che l’azienda vada nel caos più totale.

Vuoi una rotta sicura per crescere senza impazzire? Fai così.

La verità?

Se vuoi crescere senza impazzire in edilizia, hai bisogno di una rotta chiara, che ti guidi guidarti passo dopo passo nel processo. 

In questo, io e il mio team possiamo aiutarti.

Negli ultimi 7 anni abbiamo permesso a più di 300 aziende di crescere in modo sostenibile, evitando che gli imprenditori si sovraccarichino di lavoro e stress.

Se prenoti una Consulenza Strategico-Operativa con noi, possiamo aiutarti a:

  • Definire obiettivi chiari: Sapere dove vuoi arrivare è il primo passo per tracciare una rotta precisa.
  • Creare procedure efficienti: Documentare e sistematizzare le attività che funzionano per replicarle facilmente.
  • Formare il team: Investire nella formazione del personale per renderlo autonomo e capace di gestire le operazioni.
  • Individuare responsabili competenti: Delegare le responsabilità a persone formate e affidabili per liberarti dalle attività quotidiane.

E molto, molto altro.

Grazie al nostro supporto, potrai concentrarti sulla crescita della tua azienda senza perdere la serenità.

Non dovrai più fare tutto da solo (o da sola). 

Se desideri crescere in modo sostenibile e senza impazzire, compila il modulo che trovi in basso, e ti ricontatteremo entro 24 ore.

Guido Alberti

Imprenditore, Consulente, Autore.

Aiuto le aziende e le attività che operano in edilizia ad aumentare i profitti e migliorare l’organizzazione.

Sono autore di A vendere finestre non si guadagna, Più Profitti in Edilizia, Se non ti rispettano non ti pagano e Artigiano nel Digitale.

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