Come calcolare il costo orario reale della manodopera per non perdere soldi nei cantieri: la verità sulle tue offerte

Guido Alberti: Come calcolare il costo orario reale della manodopera per non perdere soldi nei cantieri

Sintesi strategica dell’articolo

Problema: chi opera in edilizia calcola il costo orario della manodopera considerando solo i costi diretti del dipendente – ignorando i costi fissi aziendali – e formula offerte che erodono i margini senza accorgersene.

Soluzione: adottare il “costo orario pieno”, una metrica che include sia i costi diretti che la quota proporzionale di tutti i costi fissi, per conoscere il vero punto di pareggio di ogni cantiere prima di firmare.

Risultato: offerte calibrate con precisione, margini reali visibili prima di iniziare il cantiere, e fine del ciclo “fattura tanto, guadagno poco”.

L’esperienza di Guido Alberti

Chi è: Guido Alberti è un imprenditore, consulente e addetto ai lavori che dal 2017 fa crescere le aziende e le attività che operano in edilizia lavorando su tutte le aree aziendali, dal 2023 anche con l’implementazione dell’intelligenza artificiale.

Cosa fa: 9 anni di consulenza, oltre 500 aziende seguite in più di 11.000 ore di lavoro sul campo, 4 libri pubblicati.

Il costo orario pieno della manodopera è il costo diretto dell’operaio più la quota di costi fissi che ogni ora vendibile deve coprire.

Con 23 euro di costo diretto e 400.000 euro di fissi su 12.000 ore, fa 56,3 euro l’ora: sotto quella cifra ogni ora venduta perde soldi.

Qui il calcolo passo per passo.

Se sei un imprenditore che opera in edilizia, probabilmente conosci bene quella sensazione: lavori sodo, i cantieri si susseguono, il fatturato c’è, eppure, a fine anno, i conti non tornano.

Ti ritrovi a chiederti dove siano finiti i profitti, perché l’utile è così basso o, peggio, perché hai lavorato in perdita.

È una frustrazione profonda, una paura concreta che mina la stabilità della tua attività.

Il problema, nella mia esperienza, è quasi sempre lo stesso: un calcolo del costo orario della manodopera basato su dati parziali.

Molti si concentrano solo sul costo diretto del dipendente, ignorando completamente la quota di costi fissi aziendali che ogni singola ora di lavoro deve, e dico deve, coprire.

Questo è l’inganno.

Ma il punto è un altro.

Esiste un metodo specifico, un indicatore che noi chiamiamo “costo orario pieno”, capace di svelare il vero punto di pareggio di ogni cantiere.

È la chiave per smettere di formulare offerte che, pur sembrando profittevoli, stanno in realtà erodendo la stabilità finanziaria della tua intera azienda.

È ora di fare chiarezza.

L’illusione del profitto: perché il tuo costo orario attuale ti sta ingannando

Quante volte ti è capitato di chiudere un cantiere, guardare i numeri e pensare: “Bene, qui ho guadagnato”?

E la verità è questa: spesso, quella sensazione è un’illusione.

Un’illusione pericolosa, perché ti porta a replicare schemi che, nel lungo periodo, ti stanno prosciugando le risorse.

Il calcolo parziale: solo il costo del dipendente non basta

La maggior parte degli imprenditori che opera in edilizia, quando calcola il costo orario della manodopera per un’offerta, si limita a considerare il costo diretto del dipendente.

Parliamo di stipendio lordo, contributi, TFR, tredicesima, quattordicesima. Tutti elementi sacrosanti e fondamentali, ci mancherebbe. Ma sono solo una parte della storia.

Immagina di avere un operaio che ti costa, tra tutto, 23 euro l’ora. È un dato reale, concreto.

E tu, giustamente, lo usi come base per le tue offerte. Il problema è che credi di essere profittevole su una commessa basandoti solo su questo numero.

Ma quei 23 euro coprono solo l’operaio. E tutto il resto?

Dove si annidano i costi fissi: l’elefante nella stanza del tuo cantiere

L’elefante nella stanza, quello che spesso viene ignorato o sottovalutato, sono i costi fissi aziendali.

Sono quelle spese che la tua attività che opera in edilizia deve sostenere indipendentemente dal fatto che tu stia lavorando su un cantiere o meno, o dalla quantità di lavoro che svolgi.

Di base, parliamo di:

– affitti (ufficio, magazzino, capannone)

– assicurazioni (RC, veicoli, cantiere)

– spese amministrative e legali (commercialista, consulente del lavoro)

– ammortamenti (macchinari, attrezzature, veicoli)

– utenze (luce, gas, internet)

– costi del personale indiretto (segretaria, ufficio tecnico non direttamente produttivo)

– costi commerciali e di marketing

– il tuo stesso stipendio di imprenditore che opera in edilizia!

Nella mia esperienza, ho visto aziende con 400.000 euro di costi fissi annui.

Se non li ripartisci correttamente su ogni ora di lavoro vendibile, come pensi di coprirli? È qui che i costi fissi non correttamente calcolati e allocati ti fanno perdere soldi, senza che tu te ne accorga fino a quando non è troppo tardi.

Lavori, fatturi, ma il margine si dissolve nel nulla, inghiottito da spese che non hai previsto nel prezzo finale.

Il costo orario pieno: la metrica che svela il vero punto di pareggio del tuo cantiere

La soluzione a questa emorragia finanziaria ha un nome preciso: il costo orario pieno.

È una metrica concreta, che ti dà il controllo sulla redditività dei tuoi cantieri.

Che cos’è il costo orario pieno e perché è fondamentale

Il costo orario pieno è il vero costo di ogni ora di manodopera che la tua attività che opera in edilizia impiega.

Non include solo lo stipendio e i contributi del dipendente (il costo diretto), ma anche una quota proporzionale di tutti i costi fissi aziendali.

In pratica, ti dice quanto ti costa realmente un’ora di lavoro, considerando l’intera struttura che la supporta.

Se, ad esempio, il costo diretto di un operaio è di 23 euro l’ora, ma il tuo costo orario pieno è di 56-58 euro l’ora (un dato che ho visto emergere da analisi reali), significa che ogni ora che vendi a meno di 56-58 euro ti sta facendo perdere denaro.

Non solo non stai guadagnando, ma stai intaccando la liquidità necessaria per coprire le spese fisse. Ogni ora di lavoro deve coprire non solo il costo del dipendente, ma anche la sua giusta parte di affitti, assicurazioni, commercialista e via dicendo.

Oltre la manodopera: l’allocazione dei costi fissi su commessa in edilizia

Il segreto per determinare il costo orario pieno risiede nell’efficace allocazione dei costi fissi su commessa in edilizia.

Non si tratta di prendere i 400.000 euro di costi fissi e buttarli a caso.

Si tratta di distribuirli in modo logico e proporzionale su tutte le ore di lavoro vendibili che la tua azienda produce in un anno.

Se la tua forza lavoro produce 7.000, 10.000 o 12.000 ore vendibili all’anno (quelle che effettivamente puoi fatturare ai clienti), è su queste ore che devi spalmare i tuoi costi fissi.

Solo così puoi ottenere un costo orario che sia realistico e che ti permetta di coprire tutte le spese.

Un calcolo errato qui porta direttamente a offerte con costi sottostimati, dove il margine che pensi di avere è, in realtà, già stato mangiato dai costi fissi non considerati.

Prevenire le perdite: come il costo orario pieno trasforma le tue offerte

L’esempio con i numeri: da 23 a 56 euro l’ora

Prendi i numeri già citati in questo articolo e mettili in fila.

– Costo diretto dell’operaio: 23 euro l’ora (stipendio, contributi, TFR, mensilità aggiuntive).

– Costi fissi annui: 400.000 euro (affitti, assicurazioni, ammortamenti, utenze, personale indiretto, marketing, il tuo stipendio).

– Ore vendibili all’anno: 12.000 (le ore che fatturi davvero, non quelle di presenza).

– Quota di struttura per ora: 400.000 diviso 12.000 = 33,3 euro.

– Costo orario pieno: 23 + 33,3 = 56,3 euro l’ora.

Con 7.000 ore vendibili la quota di struttura sale a 57,1 euro e il costo pieno a 80,1: stessa azienda, stessi costi, un’ora venduta a 30 euro perde 50 euro l’ora.

È per questo che le ore vendibili contano quanto i costi.

Applicare il costo orario pieno cambia il metodo di lavoro della tua attività che opera in edilizia.

Ti permette di passare da un approccio reattivo, dove scopri le perdite a fine anno, a uno proattivo, dove le previeni prima ancora di firmare un contratto.

Dal punto di pareggio cantiere al margine di contribuzione reale

Una volta che conosci il tuo costo orario pieno, il calcolo del punto di pareggio del cantiere diventa un’operazione chiara e precisa.

Sai esattamente quante ore di lavoro, a quel costo, sono necessarie per coprire i costi diretti e la quota parte dei costi fissi attribuita a quella specifica commessa.

Questo ti dà una visione cristallina del minimo che devi fatturare per non andare in perdita su quel progetto.

Ma non solo. Ti permette anche di calcolare il margine di contribuzione dell’azienda che opera in edilizia in modo reale.

Non un margine teorico, ma quello che effettivamente rimane dopo aver coperto tutti i costi.

Se scopri che un cantiere con un contratto da 265.000 euro, che pensavi profittevole, in realtà ti sta facendo perdere soldi perché il tuo costo orario reale è molto più alto di quello che usi per le offerte, allora hai un problema.

Ma hai anche la soluzione.

L’errore fatale nel calcolo della manodopera: non ripeterlo più

L’errore nel calcolo della manodopera per l’offerta è uno dei più diffusi e dannosi nel settore dell’edilizia.

È quel momento in cui, per essere competitivo o per abitudine, si stima un costo orario di 25-30 euro, quando il tuo costo orario pieno è il doppio.

La conseguenza? Le tue offerte, pur sembrando attraenti per il cliente e apparentemente profittevoli per te, stanno in realtà erodendo la stabilità finanziaria dell’intera azienda.

Ti ritrovi a “mangiare” i materiali per coprire i costi della manodopera, come ho sentito dire, pur di arrivare a zero.

Ma “arrivare a zero” significa che la tua attività non genera utile, non cresce, non ha riserve.

Significa che stai lavorando per pagare le bollette, senza costruire un futuro solido. È un ciclo vizioso che va interrotto.

Il costo orario pieno per la tua azienda che opera in edilizia: dall’approssimazione alla chiarezza

La gestione finanziaria di un’attività che opera in edilizia non deve essere un labirinto di numeri incomprensibili o una scommessa sul futuro.

La nostra filosofia è trasformare questa complessità in chiarezza, fornendoti gli strumenti e la visione per prendere decisioni basate su dati reali, non su supposizioni o sensazioni.

Non si tratta semplicemente di “fare i conti”, ma di adottare un metodo che ti permetta di analizzare ogni aspetto della tua attività, dai costi fissi più nascosti alle ore effettivamente vendibili, per costruire un quadro finanziario solido e prevedibile.

Il nostro obiettivo è farti comprendere non solo cosa sta succedendo, ma perché, e soprattutto come puoi intervenire.

Con il nostro approccio, non ti forniremo solo un numero, ma una lente attraverso cui guardare la tua azienda e i tuoi cantieri con una consapevolezza totalmente nuova.

Ti aiuteremo a identificare dove si annidano le inefficienze, a calibrare le tue offerte con precisione e a massimizzare il tuo margine di contribuzione reale.

Non ti diremo solo che il tuo costo orario è X, ma ti mostreremo il percorso per renderlo un potente strumento di crescita.

Il “come” si costruisce in consulenza, sui numeri della tua azienda.

In un settore dove ogni euro conta, lasciare al caso il calcolo del tuo costo orario reale è un lusso che non puoi permetterti.

Il costo orario pieno è la bussola per lavorare con profitto in edilizia.

I conti di cui parliamo qui nascono tutti dallo stesso sistema: trovi il quadro completo nella guida al controllo di gestione in edilizia.

L’impianto che regge tutto questo lo trovi qui: la gestione del cantiere edile.

Calcola il costo orario reale della tua manodopera: costruisci offerte profittevoli in edilizia

Guido Alberti, consulente per le aziende e le attività che operano in edilizia dal 2017, fa questo calcolo in consulenza sui numeri veri dell’azienda, prima di toccare le offerte.

Il metodo generale, costi fissi diviso ore vendibili, sta in come si calcola il costo orario di un’azienda; qui l’ho applicato alla manodopera di cantiere, e il caso dell’azienda intera, con i suoi costi di struttura, sta in il costo orario aziendale in edilizia.

E per non confondere quello che resta con quello che aggiungi al prezzo, la differenza tra margine e ricarico.

Compila il form qui sotto: ti contatteremo per analizzare insieme come calcolare il costo orario reale della tua manodopera e costruire offerte che generino margini reali per la tua azienda che opera in edilizia.

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Guido Alberti

Imprenditore, Consulente, Autore.

Aiuto le aziende e le attività che operano in edilizia ad aumentare i profitti e migliorare l’organizzazione.

Dal 2023 implemento l’intelligenza artificiale per far crescere le aziende e le attività che operano in edilizia.

Sono autore di A vendere finestre non si guadagna, Più Profitti in Edilizia, Se non ti rispettano non ti pagano e Artigiano nel Digitale.

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