Quando i tuoi collaboratori non sanno cosa devono fare, il problema non è loro

Sintesi strategica dell’articolo

Problema: i collaboratori lavorano tutto il giorno ma senza un obiettivo numerico chiaro nessuno, nemmeno loro, sa cosa hanno davvero prodotto.

Soluzione: assegnare ogni settimana un obiettivo numerico preciso e raccogliere un rapportino quotidiano che lo confronta con i risultati reali.

Risultato: chiarezza per i collaboratori, controllo senza bisogno di presenza fisica e meno interruzioni per il titolare.

L’esperienza di Guido Alberti

Chi è: Guido Alberti è un imprenditore, consulente e addetto ai lavori che dal 2017 fa crescere le aziende e le attività che operano in edilizia lavorando su tutte le aree aziendali, dal 2023 anche con l’implementazione dell’intelligenza artificiale.

Cosa fa: 9 anni di consulenza, oltre 500 aziende seguite in più di 11.000 ore di lavoro sul campo, 4 libri pubblicati.

Il problema quasi mai è la volontà del collaboratore: è l’assenza di un obiettivo numerico settimanale chiaro. Senza un numero preciso da raggiungere e un rapportino quotidiano che lo confronta con i risultati, anche la persona più presente finisce per riempire il tempo con attività, non con risultati misurabili.

Il collaboratore che gira tutto il giorno senza obiettivi misurabili

C’è una figura che riconosco in quasi ogni azienda che opera in edilizia che seguo.
Un collaboratore presente, disponibile, che si muove continuamente.
Sopralluoghi, telefonate, spostamenti, riunioni improvvisate.

Eppure, a fine settimana, nessuno sa esattamente cosa ha prodotto.
Nemmeno lui.

Questo non è un problema di volontà.
È un problema di sistema.

Durante una consulenza recente ho lavorato con un’azienda che opera in edilizia strutturata, con un team di oltre dieci persone e due brand distinti sul mercato.
Fatturato importante, investimenti significativi, ambizioni chiare.

Eppure, quando ho chiesto ai titolari di dirmi cosa avesse fatto il loro commerciale nella settimana precedente, nessuno dei due sapeva rispondere con precisione.

Sapevano che era stato in giro.
Sapevano che aveva fatto qualche sopralluogo.
Sapevano che aveva parlato con dei clienti.

Ma quante offerte aveva sviluppato?
Quanti piani dei lavori aveva presentato?
Quanti appuntamenti aveva fissato?

Silenzio.

Il problema non era il collaboratore.
Era l’assenza di un obiettivo misurabile a cui ricondurre ogni sua azione.

Quando un collaboratore non sa quante offerte deve produrre a settimana, non sa quante consulenze deve fissare, non sa quale risultato numerico ci si aspetta da lui, allora lavora.
Ma lavora a sensazione.
Riempie il tempo con attività, non con risultati.

E il titolare, dall’altra parte, non ha strumenti per valutare se quella persona sta rendendo o meno.
Può solo percepirlo.
E la percezione, in azienda, non basta.

La soluzione: obiettivi a monte, rendiconto quotidiano

Il sistema che ho proposto in quella consulenza si articola su due livelli distinti.
Semplici da capire.
Difficili da ignorare, una volta attivati.

Primo livello: l’obiettivo settimanale

Ogni collaboratore deve ricevere, ogni lunedì mattina, un obiettivo numerico chiaro.
Non una lista di cose da fare.
Un numero.

Tre piani dei lavori da presentare.
Quattro sopralluoghi da completare.
Due appuntamenti da fissare con clienti esistenti.

Questo obiettivo lo definisce il titolare, non il collaboratore.
Viene comunicato in modo formale, attraverso un messaggio su un canale dedicato, e resta visibile per tutta la settimana.

Secondo livello: il rapportino giornaliero

Ogni giorno, a fine giornata, ogni collaboratore invia un breve aggiornamento su quello che ha fatto.
Non un resoconto scritto lungo e formale.
Un audio di due minuti, trascritto automaticamente dal sistema.

Il sistema riconosce le attività svolte, le incrocia con gli obiettivi settimanali e aggiorna il conteggio.
Il titolare riceve una sintesi, senza dover ascoltare nulla, senza dover chiedere nulla.

Il venerdì sera, la domanda è semplice: dovevi fare tre piani dei lavori, ne hai fatto uno. Perché?

Non è un attacco.
È un dato di fatto.
E i dati di fatto non si discutono.

Come funziona nella pratica: rapportino quotidiano e clienti esistenti

In quella consulenza abbiamo lavorato su un sistema basato su Telegram, per la semplicità di utilizzo anche da parte di chi non è abituato a strumenti digitali complessi.

Il collaboratore riceve un promemoria automatico alle 17:30.
Un secondo promemoria alle 17:50.
Poi manda il suo audio.

Il sistema trascrive, categorizza, aggiorna il database.
Il titolare legge la sintesi, non ascolta ore di registrazioni.

Parallelamente, abbiamo creato una sezione dedicata alle attività delegate: cose che il titolare ha assegnato e che deve solo controllare che siano state fatte, non fare lui stesso.

Questo secondo livello è spesso quello che manca di più.
Il titolare assegna un compito.
Dà per scontato che venga eseguito.
Poi scopre, settimane dopo, che non è stato fatto.
E nel frattempo ha perso tempo, clienti, opportunità.

In quella stessa consulenza è emerso un altro tema, collegato al primo.

L’azienda aveva un portafoglio clienti importante, costruito in anni di lavoro.
Clienti soddisfatti, che avevano già acquistato, che si fidavano del brand.

Nessuno li stava chiamando.

Non perché qualcuno avesse deciso di non farlo.
Ma perché nessuno aveva mai inserito quella attività tra gli obiettivi settimanali di qualcuno.

Quando l’abbiamo messa nero su bianco, come obiettivo numerico assegnato a una persona specifica, la risposta è stata immediata: i clienti esistenti sono la fonte di fatturato più rapida e meno costosa che un’azienda che opera in edilizia possa attivare.

Una telefonata a chi ha già acquistato non è una chiamata a freddo.
È una conversazione tra persone che si conoscono già.
E nella peggiore delle ipotesi, porta a casa una recensione.

I benefici concreti di obiettivi misurabili per i collaboratori

Le aziende che implementano questo doppio livello, obiettivi settimanali più rapportino giornaliero, ottengono risultati misurabili in tempi brevi.

Il primo beneficio è la chiarezza.
Ogni collaboratore sa cosa ci si aspetta da lui.
Non interpreta, non improvvisa, non riempie il tempo con attività non prioritarie.

Il secondo beneficio è il controllo senza presenza.
Il titolare non deve essere fisicamente in ufficio per sapere cosa sta succedendo.
Il sistema lavora per lui.

Il terzo beneficio, spesso sottovalutato, è la riduzione delle interruzioni.
Quando i collaboratori hanno obiettivi chiari e un canale dedicato per le domande, le interruzioni continue diminuiscono.
Il titolare recupera blocchi di tempo concentrato.
E il tempo concentrato, in edilizia, vale più di qualsiasi strumento.

C’è una frase che ho sentito in quella consulenza e che mi è rimasta impressa: «Non sappiamo come dirglielo e in che lingua, perché l’abbiamo già detto l’anno scorso.»

Il problema non era la comunicazione.
Era l’assenza di un sistema che rendesse quella comunicazione superflua.

Quando gli obiettivi sono scritti, numerici, assegnati e monitorati, non c’è bisogno di ripetere le stesse cose ogni anno.
I numeri parlano da soli.

Un collaboratore che doveva fare dieci offerte e ne ha fatte tre non ha bisogno di una lunga conversazione.
Ha bisogno di sapere che il gap è visibile, che viene monitorato e che ha conseguenze.

Questo non è controllo nel senso negativo del termine.
È rispetto.
Rispetto per il lavoro di chi ha costruito quell’azienda e rispetto per chi ci lavora dentro.

Se vuoi partire dall’organizzazione generale del team prima di arrivare al rendiconto quotidiano, trovi il quadro completo nella guida alla struttura organizzativa di un’azienda che opera in edilizia e in quella sull’organizzazione aziendale in edilizia. Per strutturare la ricerca e la formazione delle persone giuste puoi leggere anche come trovare collaboratori in edilizia e come formare un venditore in edilizia. Se vuoi automatizzare la raccolta e la trascrizione dei rapportini quotidiani, leggi anche la guida all’ottimizzazione dei processi in edilizia con l’AI.

Come si definisce l’obiettivo numerico settimanale di un collaboratore?

Lo definisce il titolare, non il collaboratore, ogni lunedì mattina: non una lista di attività, ma un numero preciso (es. tre piani dei lavori, quattro sopralluoghi), comunicato su un canale dedicato e visibile per tutta la settimana.

Perché usare un rapportino audio invece di un resoconto scritto?

Perché un audio di due minuti, trascritto automaticamente, richiede meno sforzo al collaboratore di un resoconto scritto formale, e permette al titolare di leggere una sintesi invece di ascoltare ore di registrazioni.

Il sistema funziona solo per i commerciali o anche per altri ruoli?

Funziona per qualsiasi ruolo a cui si possa assegnare un obiettivo numerico settimanale, non solo per i commerciali: il principio, obiettivo chiaro più rendiconto quotidiano, si applica a ogni collaboratore che lavora fuori dal controllo diretto del titolare.

Come si recuperano i clienti esistenti con questo sistema?

Inserendo la chiamata ai clienti già acquisiti tra gli obiettivi numerici settimanali di una persona specifica: senza questo passaggio, anche un portafoglio clienti importante rischia di restare inattivo semplicemente perché nessuno lo ha mai reso una priorità misurabile.

Cosa cambia per il titolare una volta attivato il sistema?

Il titolare smette di dover essere fisicamente presente per sapere cosa succede: riceve una sintesi quotidiana, ha meno interruzioni e può discutere i risultati del venerdì partendo da dati di fatto, non da sensazioni.

Dai ai tuoi collaboratori obiettivi misurabili e un rendiconto quotidiano

Se stai gestendo un team in edilizia e non hai ancora un sistema di obiettivi misurabili e rendiconto quotidiano, non stai valutando le persone.
Stai solo sperando che le cose vadano bene.
E la speranza, in azienda, non è una strategia.

Compila il form qui sotto: ti contatteremo per analizzare insieme come costruire un sistema di obiettivi misurabili e rendiconto quotidiano per i collaboratori della tua azienda che opera in edilizia.

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Guido Alberti

Imprenditore, Consulente, Autore.

Aiuto le aziende e le attività che operano in edilizia ad aumentare i profitti e migliorare l’organizzazione.

Dal 2023 implemento l’intelligenza artificiale per far crescere le aziende e le attività che operano in edilizia.

Sono autore di A vendere finestre non si guadagna, Più Profitti in Edilizia, Se non ti rispettano non ti pagano e Artigiano nel Digitale.

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